Nel riciclo della plastica proveniente dalla raccolta domestica, l’acqua è parte integrante del processo produttivo. Le fasi di lavaggio rimuovono residui, impurità e contaminanti dai materiali plastici, preparandoli alle lavorazioni successive e trasformandoli in una materia prima nuovamente utilizzabile. Proprio perché l’acqua entra a pieno titolo nel ciclo produttivo, conoscerne con precisione i consumi significa poter individuare tempestivamente anomalie e intervenire prima che si trasformino in sprechi o fermi impianto. Era questa l’esigenza alla base di un progetto realizzato presso un impianto dedicato al riciclo dei rifiuti plastici domestici, dove la strumentazione ISOMAG di ISOIL Industria ha garantito la misurazione affidabile dei consumi idrici sulle diverse linee di produzione.
Dove entra in gioco l’acqua nel processo di riciclo della plastica

Secondo i dati presentati all’Assemblea annuale di Corepla, il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, nel 2025 la raccolta differenziata urbana in Italia ha sfiorato 1,3 milioni di tonnellate di imballaggi in plastica; di queste, 1.180.000 tonnellate sono state avviate a riciclo e 970.000 effettivamente riciclate, circa il 49,6% dell’immesso al consumo. Dietro questi numeri ci sono centinaia di impianti alle prese con la stessa esigenza operativa: gestire in modo efficiente l’acqua di processo, una risorsa che nel riciclo meccanico della plastica accompagna diverse fasi consecutive della lavorazione.
Dopo la macinazione, che riduce il materiale in scaglie (i cosiddetti flakes), il flusso attraversa tipicamente più stadi di lavaggio: un primo lavaggio ad attrito, in cui le scaglie vengono ripulite sfregando tra loro e contro le pale delle macchine, spesso con l’aggiunta di detergenti per rimuovere residui oleosi e contaminazioni superficiali, seguito da uno o più risciacqui per eliminare i residui del detergente stesso. A questi si aggiunge la flottazione, in cui le scaglie vengono immerse in vasche d’acqua dove la diversa densità dei polimeri ne consente la separazione fisica per galleggiamento: uno dei passaggi più delicati dell’intero processo, da cui dipende in buona parte la purezza del materiale in uscita. È proprio questa articolazione in più stadi, spesso distribuiti su più linee parallele, a rendere insufficiente una misura aggregata dei consumi: una variazione di portata in una singola fase o linea può avere cause molto diverse tra loro, e solo un dato disponibile punto per punto permette di distinguerle e di risalire rapidamente all’origine del problema.
C’è poi un secondo livello in cui la misura entra in gioco: quello del trattamento e riutilizzo delle acque di lavaggio. Le acque reflue generate da queste fasi vengono spesso depurate attraverso processi di coagulazione, flocculazione e separazione dei fanghi — in alcuni impianti con sistemi di flottazione ad aria disciolta, o DAF — proprio per poter reimmettere l’acqua trattata nel ciclo produttivo invece di scaricarla. Anche qui, sapere con esattezza quanta acqua viene prelevata e da quale linea è il primo passo per valutare quanta se ne potrebbe recuperare, e per costruire nel tempo un bilancio idrico dell’impianto realistico invece che stimato.
È in un contesto di questo tipo — più linee, più stadi, esigenze di misura distribuite — che si è inserito il progetto che presentiamo di seguito.
Il contesto
L’impianto comprendeva tre linee di lavaggio e due linee dedicate all’acqua sfusa, con esigenze di misura distribuite in diversi punti del processo. L’obiettivo era duplice: verificare con precisione il consumo d’acqua di ciascuna linea e, allo stesso tempo, essere in grado di riconoscere tempestivamente eventuali variazioni rispetto alle normali condizioni operative.
La sfida
Il cliente necessitava di una tecnologia di misura capace di fornire dati attendibili sulla portata, ma anche semplice da integrare in un impianto già operativo. A complicare il quadro c’era un vincolo impiantistico: le tubazioni esistenti erano in PVC, e la tecnologia di misura doveva poter essere installata senza interventi complessi sull’infrastruttura esistente. I misuratori di portata della linea ISOMAG hanno consentito di conciliare precisione della misura, affidabilità nel tempo, semplicità di installazione e di gestione, e un costo compatibile con un’applicazione distribuita su più punti di misura.
La soluzione: misuratori di portata ISOMAG MS2500 e MV800

Per rispondere a queste necessità sono stati installati nei punti critici individuati lungo l’impianto 48 misuratori di portata elettromagnetici ISOMAG MS2500 in combinazione con i convertitori ultracompatti ISOMAG MV800. La soluzione ha permesso di acquisire in modo continuo i dati sull’utilizzo dell’acqua, dando agli operatori una visione immediata e costante dell’andamento di ogni linea.
Preziosa è stata la possibilità di installare la strumentazione direttamente sulle tubazioni in PVC esistenti, senza l’impiego di anelli di terra. Questo ha semplificato notevolmente l’intervento, consentendo di integrare i misuratori nell’impianto senza modifiche invasive né fermi prolungati.
I vantaggi ottenuti



L’installazione dei misuratori ha permesso di introdurre un sistema di controllo dei consumi idrici basato su dati affidabili e disponibili in tempo reale. Sapere in ogni momento quanta acqua viene utilizzata da ciascuna linea consente di passare da una gestione basata su stime o su consumi complessivi a un controllo fondato su dati puntuali e verificabili.
Tra i principali vantaggi della soluzione:
- misura precisa e affidabile della portata d’acqua;
- monitoraggio in tempo reale dei consumi di ogni linea;
- maggiore capacità di individuare utilizzi anomali;
- installazione semplificata su tubazioni in PVC, senza anelli di terra;
- tecnologia semplice da utilizzare e con un costo accessibile;
- disponibilità di assistenza e supporto tecnico locale.
Per ricevere maggiori informazioni sulla gamma di misuratori di portata elettromagnetici ISOMAG di ISOIL Industria o per una consulenza gratuita non esitate a contattare i nostri specialisti.
Domande frequenti sui Misuratori di portata ISOMAG in un impianto di riciclo della plastica
Perché l’acqua è così importante nel riciclo della plastica?
Le fasi di lavaggio, risciacquo e flottazione utilizzano acqua per rimuovere impurità e contaminanti dalle scaglie di plastica e per separare i diversi polimeri in base alla densità. Senza queste fasi, il materiale in uscita non avrebbe la purezza necessaria per essere reimmesso nel ciclo produttivo.
È possibile installare un misuratore di portata su tubazioni in PVC senza modificare l’impianto?
Sì: esistono tecnologie di misura pensate per essere installate direttamente sulle tubazioni esistenti, anche in PVC, senza l’impiego di anelli di terra e senza interventi invasivi sull’infrastruttura. È un aspetto rilevante per impianti già operativi, dove fermi prolungati o modifiche strutturali comportano costi e tempi difficili da giustificare.
A cosa serve il monitoraggio in tempo reale dei consumi idrici?
Permette di passare da una gestione basata su stime o su consumi complessivi a un controllo fondato su dati puntuali e verificabili, rendendo possibile individuare tempestivamente utilizzi anomali e intervenire prima che si trasformino in sprechi o fermi impianto.
Quali sono i punti di forza dei misuratori MS2500 di ISOIL Industria?
Il principale punto di forza dell’MS2500 è la sua elevata adattabilità: un unico sensore copre un intervallo molto ampio di diametri, portate, pressioni e temperature e può essere configurato con materiali e convertitori differenti. Questo lo rende una soluzione particolarmente indicata quando si cerca un misuratore elettromagnetico flangiato versatile e configurabile per applicazioni industriali e nel settore idrico.
Quali sono i vantaggi della combinazione MS2500 + MV800?
Il valore di questa soluzione nella complementarità dei due componenti: il MS2500 offre un sensore estremamente versatile, disponibile in numerosi diametri e configurazioni, mentre l’MV800 aggiunge una soluzione di conversione compatta e protetta, particolarmente adatta alle installazioni in campo.









