L’asset management delle reti idriche è un approccio strutturato alla gestione del patrimonio infrastrutturale che permette ai gestori di conoscere gli asset, valutarne le condizioni, analizzare i rischi e pianificare gli interventi sulla base delle effettive criticità della rete.
Infrastrutture estese e complesse come acquedotti e reti fognarie comprendono condotte caratterizzate da materiali, età, condizioni e livelli di criticità differenti. Per questo motivo, stabilire le priorità di manutenzione e rinnovo considerando esclusivamente l’età delle tubazioni o intervenendo dopo il verificarsi di un guasto può non essere sufficiente.
Un approccio di asset management idrico consente di integrare informazioni provenienti da fonti diverse e di trasformarle in elementi utili a supportare le decisioni. L’obiettivo è individuare gli asset maggiormente critici, valutare il rischio associato al loro eventuale deterioramento o guasto e indirizzare le risorse verso gli interventi prioritari.

La gestione del patrimonio infrastrutturale rappresenta una delle principali sfide per i gestori del servizio idrico. Le reti si sviluppano su estensioni considerevoli e comprendono infrastrutture realizzate in periodi differenti, con caratteristiche tecniche e condizioni di conservazione non omogenee.
Anche le risorse destinate alla manutenzione e al rinnovo sono limitate. Diventa quindi importante stabilire quali asset richiedano un intervento prioritario, evitando di concentrare gli investimenti esclusivamente sulle condotte più vecchie senza considerare il loro effettivo livello di rischio.
L’età di una condotta costituisce infatti una delle informazioni utili alla valutazione, ma non descrive da sola le sue condizioni né la criticità che un eventuale guasto potrebbe determinare.
L’asset management permette di integrare, tra le altre, informazioni relative a:
La disponibilità e l’integrazione di questi dati permettono di costruire una conoscenza più completa della rete e di supportare una gestione maggiormente proattiva e basata sul rischio.
Il condition assessment comprende le attività finalizzate a raccogliere informazioni sulle condizioni di un asset e a valutarne lo stato.
L’asset management ha invece un campo di applicazione più ampio: utilizza le informazioni sulle condizioni degli asset insieme ad altri dati per supportare la valutazione del rischio, la definizione delle priorità e la pianificazione degli interventi lungo il ciclo di vita dell’infrastruttura.
In altre parole, il condition assessment contribuisce a rispondere alla domanda:
“In quali condizioni si trova la condotta?”
L’asset management porta l’analisi un passo oltre:
“Quanto è critica questa condotta e quale intervento è opportuno pianificare?”
Nell’ambito dell’asset management delle reti idriche, il conditional assessment permette di acquisire informazioni sulle condizioni degli asset e di utilizzarle all’interno del processo di valutazione della criticità.
La metodologia di assessment deve essere scelta in funzione delle caratteristiche della condotta, del materiale, delle informazioni già disponibili e del livello di approfondimento richiesto.
ISOIL Industria, attraverso Linea Servizi MORE e grazie alla collaborazione con partner internazionali, propone differenti metodologie di valutazione delle condizioni delle condotte, con l’obiettivo di fornire ai gestori informazioni utili alla conoscenza del patrimonio infrastrutturale e alla definizione delle successive attività di analisi e intervento.
Il virtual conditional assessment permette di effettuare una valutazione degli asset attraverso l’analisi e l’integrazione di informazioni già disponibili sulla rete.
Dati anagrafici, storico delle rotture, caratteristiche delle condotte, informazioni territoriali, dati di misura e altre variabili possono essere analizzati per individuare condizioni associate a una maggiore criticità.
Questo approccio è particolarmente utile quando si deve analizzare una rete estesa e definire quali asset sottoporre prioritariamente ad attività di approfondimento.
Il virtual conditional assessment può quindi rappresentare un primo livello di analisi all’interno di una strategia di asset management: i risultati consentono di indirizzare le successive attività di assessment e di concentrare le risorse sugli asset che presentano caratteristiche di maggiore interesse dal punto di vista del rischio.
Quando i dati disponibili non sono sufficienti a caratterizzare le condizioni di una condotta, è possibile ricorrere a tecniche di conditional assessment fisico non distruttivo.
Attraverso il servizio ePulse, ISOIL Industria, in partnership con Echologics, utilizza una metodologia basata sulla propagazione di onde acustiche per la valutazione delle condizioni strutturali delle condotte nelle applicazioni previste dalla tecnologia.
In particolare, la metodologia può essere utilizzata per ottenere informazioni utili alla stima dello spessore strutturale residuo di determinate tipologie di condotte.
L’indagine permette di acquisire informazioni sulle condizioni della tubazione senza ricorrere necessariamente a grandi scavi o all’accesso all’interno della condotta.
I risultati dell’assessment possono essere integrati nel processo di asset management per approfondire la conoscenza dell’asset e supportare le decisioni relative al monitoraggio, alla manutenzione, alla riabilitazione o alla sostituzione.
La scelta della metodologia di condition assessment dipende anche dal materiale costitutivo della condotta.
Per le condotte in materiale plastico, per le quali la tecnologia ePulse non è applicabile, Linea Servizi MORE può ricorrere a procedure di conditional assessment distruttivo finalizzate alla valutazione dello stato del materiale e dei fenomeni di degrado.
L’analisi dei campioni consente di ottenere informazioni sulle condizioni della tubazione e di approfondire i fenomeni di invecchiamento che possono interessare l’asset.
La scelta della metodologia più appropriata deve quindi considerare il materiale, le caratteristiche della condotta, gli obiettivi dell’indagine e il livello di approfondimento necessario.
Conoscere le condizioni di una condotta è fondamentale, ma non è sufficiente per determinare da solo la priorità di intervento.
Nell’asset management delle reti idriche, le informazioni relative alle condizioni dell’asset devono essere messe in relazione con la probabilità che si verifichi un guasto e con le conseguenze che tale evento potrebbe produrre.
Una condotta caratterizzata da condizioni non ottimali può infatti avere una criticità differente a seconda della sua posizione nella rete, della funzione svolta e delle conseguenze associate a un eventuale fuori servizio.
La valutazione del rischio permette quindi di passare dalla conoscenza dello stato dell’asset alla definizione della sua criticità all’interno del sistema.
Il processo può essere rappresentato, in termini generali, attraverso la seguente sequenza:
Conoscenza degli asset ? Condition assessment ? Probabilità di guasto ? Conseguenze del guasto ? Valutazione del rischio ? Priorità di intervento
Questo approccio consente di utilizzare i dati disponibili per supportare decisioni più strutturate sulla gestione del patrimonio infrastrutturale.

Uno degli obiettivi dell’asset management è trasformare le informazioni raccolte in priorità operative e di investimento.
Una volta individuati gli asset maggiormente critici, il gestore può stabilire quali attività siano più appropriate in funzione delle caratteristiche della rete e degli obiettivi di gestione.
A seconda dei risultati delle analisi, un asset può essere destinato a:
Questo consente di superare una logica basata esclusivamente sull’età della condotta e di orientare gli interventi sulla base di condizioni, criticità e rischio.
L’asset management diventa così uno strumento a supporto della programmazione degli investimenti, permettendo di confrontare le esigenze della rete con le risorse effettivamente disponibili.
Un approccio di asset management efficace considera l’intero ciclo di vita degli asset.
La gestione non dovrebbe infatti concentrarsi esclusivamente sul momento in cui una condotta deve essere sostituita, ma comprendere tutte le fasi che caratterizzano il patrimonio infrastrutturale: conoscenza dell’asset, monitoraggio, manutenzione, valutazione delle condizioni, gestione del rischio, riabilitazione e rinnovo.
La raccolta sistematica delle informazioni permette inoltre di aggiornare nel tempo la conoscenza degli asset.
Nuovi dati provenienti da campagne di misura, interventi manutentivi, rotture, ispezioni e attività di assessment possono essere integrati nel processo di valutazione, contribuendo a rendere la pianificazione progressivamente più informata.
L’asset management delle reti idriche è strettamente collegato anche alla gestione delle perdite.
La conoscenza delle condizioni delle condotte e la valutazione della loro criticità possono infatti contribuire a individuare le aree nelle quali concentrare le attività di controllo e ricerca delle perdite.
La gestione delle perdite, il pressure management e il monitoraggio delle condizioni della rete possono essere integrati all’interno di una strategia più ampia di gestione del patrimonio infrastrutturale.
L’obiettivo non è soltanto intervenire sull’anomalia già rilevata, ma utilizzare le informazioni disponibili per comprendere dove esistano condizioni di maggiore criticità e dove sia quindi opportuno concentrare le attività di approfondimento o intervento.
Anche le reti fognarie richiedono un approccio strutturato alla gestione degli asset.
Le caratteristiche delle infrastrutture fognarie e le condizioni operative possono rendere complessa la valutazione dello stato delle condotte su larga scala. Fenomeni quali degrado strutturale, infiltrazioni, deformazioni, occlusioni e altri problemi possono compromettere la funzionalità del sistema.
Per questo motivo, l’utilizzo di tecniche di analisi dei dati può contribuire a individuare le aree che meritano ulteriori approfondimenti.
ISOIL Industria ha sviluppato, nell’ambito dei servizi MORE, un approccio basato sull’utilizzo di telerilevamento e machine learning per supportare l’analisi delle reti fognarie.
L’elaborazione di dati satellitari e geospaziali può essere utilizzata per individuare aree potenzialmente interessate da fenomeni associabili a criticità della rete e per supportare la definizione delle priorità di intervento.
Questo tipo di analisi può contribuire alla pianificazione delle attività di manutenzione preventiva e all’individuazione delle aree nelle quali concentrare eventuali successive indagini.
Tra le attività che possono contribuire alla conoscenza dello stato degli asset rientrano anche le analisi dedicate ai fenomeni di corrosione e degrado.
ISOIL Industria è in grado di effettuare misurazioni del potenziale di condotta, rilevazioni di correnti vaganti e analisi metallografiche, finalizzate a fornire informazioni utili sull’interazione tra infrastruttura e ambiente e sui fenomeni che possono contribuire al deterioramento delle condotte.
I risultati possono essere utilizzati per approfondire la valutazione delle condizioni degli asset e, quando necessario, supportare la progettazione di sistemi di protezione.
Un sistema efficace di asset management per le reti idriche richiede una base informativa articolata e aggiornata.
I dati possono provenire da fonti differenti:
ISOIL Industria, attraverso Linea Servizi MORE e grazie alla collaborazione con partner internazionali, propone servizi a supporto della conoscenza e della valutazione degli asset delle reti idriche e fognarie.
L’offerta comprende differenti metodologie di conditional assessment, tra cui virtual conditional assessment, assessment fisico non distruttivo e procedure di assessment distruttivo per le condotte in materiale plastico, oltre ad attività specifiche per l’analisi della corrosione e del degrado.
A queste attività si affiancano servizi dedicati alla gestione delle perdite, al controllo delle pressioni e all’analisi delle criticità delle reti.
L’obiettivo è fornire ai gestori informazioni utili a conoscere il patrimonio infrastrutturale, valutare le condizioni degli asset, individuare le criticità e supportare la definizione delle priorità di intervento.
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