Il flussostato — noto anche come flow switch o sensore di flusso on/off — è un dispositivo di controllo che verifica la presenza, l’assenza o il superamento di una soglia di portata in una tubazione, generando un segnale elettrico discreto (on/off) in risposta. Apparentemente semplice, è in realtà un componente critico in moltissimi sistemi idraulici, di raffreddamento, di riscaldamento e di processo industriale, dove la mancanza di flusso può causare danni gravi all’impianto o ai prodotti lavorati. In questa guida analizziamo principio di funzionamento, tecnologie, applicazioni principali e criteri di selezione.
Come funziona un flussostato?
Il flussostato genera un segnale elettrico on/off — tipicamente l’apertura o la chiusura di un contatto relè — quando la portata del fluido raggiunge, supera o scende al di sotto di una soglia (set point) impostata. Non misura il valore esatto della portata: verifica solo se il flusso è presente (o superiore a una soglia) oppure assente (o inferiore a una soglia).
Flussostato vs flussimetro: qual è la differenza?
- Il flussostato fornisce un segnale on/off: indica solo se il flusso è presente/assente o se ha superato una soglia. Non fornisce il valore della portata.
- Il flussometro o flussimetro misura e trasmette in continuo il valore della portata (m³/h, l/min). Può avere uscite analogiche (4–20 mA), digitali (pulse, Modbus) e/o relè di allarme integrati.
Tipologie di flussostato: tecnologie a confronto
Flussostato a paletta (vane-type)
È il tipo più classico e diffuso per liquidi. Una paletta rigida è inserita nella tubazione perpendicolarmente al flusso: quando il fluido scorre, la forza idrodinamica fa muotare un perno magnetico — esterno alla tubazione, senza passaggi meccanici attraverso la parete — che aziona un micro-interruttore. Al cessare del flusso, una molla o un sistema a repulsione magnetica riporta la paletta in posizione di riposo.
Flussostato termico a dispersione
Un elemento riscaldato è esposto al fluido. In assenza di flusso raggiunge una temperatura di equilibrio elevata; quando il fluido scorre lo raffredda. La differenza di temperatura tra l’elemento riscaldato e un sensore di riferimento dipende dalla velocità del fluido: quando la portata scende sotto la soglia impostata, il dispositivo commuta. Adatto a gas, aria compressa e liquidi puliti. Nessuna parte mobile nel fluido, adatto anche a DN molto piccoli (DN6, DN10).
Flussostato a turbina (o girante) a effetto Hall
Una girante magnetica inserita nella tubazione ruota sotto l’azione del flusso. Un sensore a effetto Hall esterno rileva il passaggio dei magneti e genera impulsi elettrici. Il circuito conta gli impulsi e commuta il contatto quando la frequenza di rotazione — legata alla portata — supera o scende sotto la soglia impostata.
Flussostato ultrasonico ed elettromagnetico
I misuratori ultrasonici ed elettromagnetici possono integrare una funzione di flow switch: quando la portata supera o scende sotto la soglia configurata, attivano un’uscita relè o digitale. È la soluzione preferita quando si vuole la misura continua con la funzione di allarme integrata nello stesso strumento.
| Tecnologia | Fluidi | Parti mobili | Applicazione tipica |
| A paletta | Liquidi puliti/torbidi | Sì | Impianti idrici, raffreddamento |
| Termico a dispersione | Gas, aria, liquidi puliti | No | Aria compressa, DN piccoli |
| A girante (Hall) | Liquidi puliti | Sì | Acque, soluzioni acquose |
| Ultrasonico integrato | Liquidi | No | Chimica, pharma, grandi DN |
| Elettromagnetico integrato | Liquidi conduttivi | No | Trattamento acque, alimentare |
Applicazioni principali del flussostato
Protezione delle pompe a secco
Una delle applicazioni più critiche è la protezione delle pompe dal funzionamento a secco (dry running). Se la pompa funziona senza fluido, il surriscaldamento delle tenute meccaniche e della girante provoca danni irreversibili. Il flussostato, installato sulla tubazione, rileva l’assenza di flusso e comanda lo spegnimento del motore prima che il danno avvenga.
Controllo degli impianti di raffreddamento
In macchine utensili, generatori, compressori e convertitori di frequenza, il flussostato verifica la circolazione del fluido refrigerante. Un’interruzione del flusso — per una pompa ferma, un tubo ostruito o una valvola chiusa per errore — porta rapidamente al surriscaldamento. Il flussostato manda in sicurezza l’impianto prima che la temperatura raggiunga valori pericolosi.
Sistemi di riscaldamento e condizionamento (HVAC)
Negli impianti di climatizzazione centralizzati, il flussostato verifica la corretta circolazione del fluido termovettore nelle unità terminali (fan-coil, ventilconvettori, pannelli radianti). Se la circolazione si interrompe, il dispositivo interviene immediatamente bloccando il compressore o il bruciatore.
Impianti antincendio a sprinkler
I flussostati a paletta sono componenti certificati degli impianti di spegnimento a sprinkler. Quando il calore apre uno sprinkler, il flusso d’acqua aziona il flussostato, che invia il segnale di allarme alla centrale antincendio. I modelli devono essere certificati secondo le norme UNI EN 12259 e UL/FM.
Criteri di selezione del flussostato
| Parametro | Cosa considerare |
| Fluido | Compatibilità chimica del corpo e della paletta/girante (acqua, olio, acido, solvente…) |
| Diametro nominale | DN della tubazione: la paletta deve essere dimensionata correttamente |
| Pressione e temperatura | Verificare i limiti di pressione e temperatura del modello scelto |
| Set point | Portata di intervento richiesta; alcuni modelli permettono la regolazione in campo |
| Tipo di contatto | SPDT (un comune, un NC, un NO) per massima flessibilità di cablaggio |
| Protezione IP | IP65 minimo per ambienti umidi; IP67 per ambienti con lavaggi |
| Certificazione ATEX | Obbligatoria per installazioni in zone classificate |
| Materiali | AISI 316L per acqua industriale; PVC/PVDF per acidi; PTFE per fluidi aggressivi |
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Domande frequenti (FAQ) relative al flussostato
Come si installa un flussostato a paletta?
Il flussostato a paletta si installa nella tubazione con la paletta perpendicolare al flusso, inserita per la lunghezza corretta (deve raggiungere il centro della tubazione). Deve essere preceduto da un tratto rettilineo di almeno 5 DN per stabilizzare il profilo di flusso. La freccia sul corpo indica la direzione corretta del flusso.
Il flussostato funziona anche per gas?
Non tutti i tipi. I flussostati a paletta tradizionali sono progettati per liquidi: la forza idrodinamica del gas è troppo bassa per muovere la paletta. Per gas e aria compressa si utilizzano i flussostati termici a dispersione, che sfruttano il trascinamento termico anziché la forza meccanica.
A cosa serve il differenziale in un flussostato?
Il differenziale è la differenza tra la portata di intervento (set point) e la portata di ripristino. Evita commutazioni ravvicinate e ripetute (hunting) quando la portata oscilla attorno al set point. Un differenziale troppo stretto causa usura del contatto; uno troppo ampio può ritardare la risposta in emergenza.








