I data center sono tra le infrastrutture a più elevato consumo energetico. L’alimentazione dei server e i sistemi di raffreddamento generano grandi quantità di calore che, nella maggior parte dei casi, vengono disperse nell’ambiente anziché recuperate. Con la crescita del cloud computing, dell’intelligenza artificiale e dei servizi digitali, il tema del recupero del calore di scarto è diventato sempre più centrale nelle strategie di efficienza energetica e decarbonizzazione. In questo contesto si inserisce la Legge regionale Lombardia n. 11/2026, entrata in vigore il 20 giugno 2026, la prima legge regionale italiana dedicata in modo organico ai data center. Tra le novità più significative figura il riconoscimento del valore dell’energia termica prodotta dal raffreddamento dei server e della sua possibile integrazione con le reti di teleriscaldamento.
Una legge per accompagnare la crescita dei data center
La Lombardia è oggi il principale polo italiano per lo sviluppo dei data center e, secondo le stime, potrebbe attrarre investimenti per circa 11 miliardi di euro nei prossimi cinque anni.
Per accompagnare questa crescita, la Regione ha introdotto una disciplina specifica che punta a semplificare le procedure autorizzative e a favorire uno sviluppo più sostenibile delle nuove infrastrutture.
Tra le principali novità previste dalla legge figurano:
- uno sportello regionale unico per le autorizzazioni;
- procedure accelerate per gli investimenti di maggiore rilevanza;
- una Cabina di regia permanente incaricata di monitorare gli effetti dei data center sul territorio, con particolare attenzione ai consumi di energia, acqua e suolo e all’effetto “isola di calore”.
La normativa introduce inoltre criteri che orientano la localizzazione dei nuovi impianti. Chi recupera aree industriali dismesse, capannoni inutilizzati o cave esaurite beneficia di incentivi urbanistici e riduzioni degli oneri di costruzione. Al contrario, l’occupazione di suolo agricolo comporta una maggiorazione del 100% degli oneri, che sale al 200% nelle aree di maggiore pregio ambientale.
Recupero del calore dei data center: cosa prevede la nuova legge
L’elemento più innovativo riguarda il riconoscimento del recupero dell’energia termica di scarto come opportunità di interesse pubblico. La legge promuove infatti il riutilizzo del calore prodotto dai sistemi di raffreddamento attraverso le reti di teleriscaldamento e altri sistemi energetici locali, inserendo questo principio tra gli obiettivi della nuova disciplina.
Si tratta di un segnale importante, perché riconosce che il calore generato dai data center può rappresentare una risorsa energetica utile anziché un semplice sottoprodotto da dissipare.
Il vantaggio urbanistico per i data center integrati con il teleriscaldamento
La novità con gli effetti più concreti riguarda la disciplina urbanistica. In condizioni ordinarie, un data center può essere realizzato esclusivamente in aree con destinazione produttiva. La nuova legge introduce però una deroga: quando il progetto è integrato con una centrale o un impianto di teleriscaldamento per valorizzare l’energia termica recuperata, l’insediamento è consentito anche nelle aree destinate a servizi tecnologici. Questa possibilità amplia le opzioni localizzative dei nuovi data center e favorisce una maggiore integrazione con le reti di teleriscaldamento esistenti, rendendo più semplice sviluppare progetti che prevedano il riutilizzo del calore.
Lo studio di fattibilità sul recupero dell’energia termica
Per gli interventi di maggiore rilevanza è richiesta una relazione energetica che, quando il progetto contempla il recupero del calore, deve includere uno studio di fattibilità tecnico-economica dedicato all’integrazione con il teleriscaldamento.
La normativa, tuttavia, non introduce un obbligo generalizzato di recupero dell’energia termica né stabilisce percentuali minime di riutilizzo. La scelta rimane, allo stato attuale, rimessa al proponente.
In alcuni Paesi europei il quadro normativo è più avanzato e prevede requisiti più stringenti per la valorizzazione del waste heat prodotto dai data center.
Cosa cambia per il settore del teleriscaldamento
Per i gestori delle reti di teleriscaldamento e per le aziende che operano nella misura dell’energia termica, la nuova disciplina rappresenta un passaggio significativo.
La valorizzazione del calore recuperato richiede infatti sistemi affidabili di misura, contabilizzazione e tracciabilità dell’energia termica, indispensabili per garantire trasparenza nei quantitativi ceduti e una corretta rendicontazione.
Dal punto di vista tecnologico queste soluzioni sono già disponibili e consolidate. La novità consiste nel fatto che il loro impiego trova ora un primo riconoscimento esplicito all’interno di una disciplina regionale dedicata ai data center.
Gli aspetti ancora da definire
La legge costituisce un importante punto di partenza, ma diversi aspetti saranno chiariti attraverso i provvedimenti attuativi della Giunta regionale.
Tra i principali temi ancora aperti figurano:
- le modalità operative di applicazione della legge;
- eventuali ulteriori criteri per incentivare il recupero del calore;
- la disciplina economica della cessione dell’energia termica recuperata.
Resta inoltre da definire il coordinamento tra la normativa regionale e quella statale per gli eventuali progetti qualificati come infrastrutture di interesse strategico nazionale.
Una nuova prospettiva per il recupero del calore dei data center
Pur senza introdurre obblighi di recupero dell’energia termica, la Lombardia compie un passo importante nel riconoscere il valore del calore di scarto prodotto dai data center.
Il provvedimento apre la strada a una maggiore integrazione tra infrastrutture digitali e reti di teleriscaldamento, favorendo un utilizzo più efficiente dell’energia disponibile e ponendo le basi per futuri sviluppi normativi.
Con l’aumento previsto degli investimenti nel settore, la capacità di recuperare, misurare e valorizzare il calore prodotto dai data center sarà destinata a diventare un elemento sempre più rilevante sia per gli operatori energetici sia per i gestori delle infrastrutture digitali.
Il ruolo della misura nel recupero del calore: le soluzioni ISOIL Industria
La misura misura dell’energia termica è essenziale per conoscere i consumi del TLR sia in fase di produzione che poi distributiva alle utenze e per regolare eventuali apporti necessari al raffreddamento per i data center. Continueremo a seguire l’evoluzione della normativa, in particolare l’adozione delle delibere attuative, perché riguarda direttamente un ambito in cui ISOIL Industria opera da tempo. Per la misura dell’energia termica, ISOIL Industria propone un’ampia gamma di soluzioni: tra queste il calcolatore di energia termica MV311, certificato MID e compatibile con qualsiasi tecnologia di misuratore di portata e disponibile anche in versione Smart Control con regolazione automatica integrata e la THERMAG Valve – CS611, che unisce invece in un solo dispositivo una valvola di regolazione a due vie e un misuratore di energia termica elettromagnetico…
FAQ
Cos’è la Legge regionale Lombardia n. 11/2026 sui data center?
È la prima legge regionale italiana dedicata in modo organico ai data center. Disciplina autorizzazioni, localizzazione degli impianti e promuove il recupero dell’energia termica di scarto attraverso il teleriscaldamento.
Il recupero del calore dei data center è obbligatorio?
No. La legge non introduce un obbligo generalizzato. Per i progetti di maggiore rilevanza è richiesto uno studio di fattibilità quando il recupero del calore è previsto dal progetto.
Quali vantaggi offre il recupero del calore dei data center?
L’energia termica recuperata può alimentare reti di teleriscaldamento e altre utenze, contribuendo a ridurre gli sprechi energetici, le emissioni e il consumo di combustibili fossili.
Quali strumenti servono per misurare il calore recuperato?
Sono necessari contatori di energia termica certificati e sistemi di contabilizzazione in grado di garantire precisione, tracciabilità e corretta rendicontazione dell’energia ceduta.
Quali aspetti della legge devono ancora essere definiti?
I provvedimenti attuativi della Giunta regionale dovranno chiarire alcuni aspetti operativi, tra cui le modalità di applicazione della disciplina e il coordinamento con la normativa nazionale.
Quanto vale il mercato dei data center in Lombardia?
Secondo le stime richiamate durante l’iter della legge, nei prossimi cinque anni la Lombardia potrebbe attrarre investimenti per circa 11 miliardi di euro, confermandosi il principale mercato italiano del settore.








