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Rispettare i requisiti normativi risparmiando sui costi, monitorando le acque reflue con le sonde s::can

Le sonde spectro::lyser di s::can sono perfette per monitorare in continuo la qualità delle acque reflue dei birrifici: permettono di migliorare l’efficienza e la sicurezza degli impianti, ridurre le perdite di prodotto e rispettare le normative evitando che sostanze organiche e inorganiche dannose vengano riversate direttamente nell’ambiente.
Lo dimostra questo “case history” che riguarda un birrificio situato a Vancouver, in Canada.

 

Monitorare le acque reflue: un “must” per i birrifici

L’acqua è una risorsa limitata e preziosa, il cui consumo a livello globale è cresciuto di sei volte nel corso dell’ultimo secolo e dagli anni ’80 continua a crescere ad un tasso annuo pari a circa l’1% (dati Aquastat).
Il settore industriale preleva il 19% dell’acqua dolce del mondo e in particolare la produzione di birra richiede l’utilizzo di un grande quantitativo di acqua: l’acqua da sola costituisce l’85-90% della composizione totale del prodotto finale e va considerata anche la quantità d’acqua assorbita dal malto (solitamente circa 0.9 litri per kg di malto) e il volume d’acqua che evapora nel processo.
Alcuni birrifici stanno adottando soluzioni per limitare l’utilizzo di acqua potabile in favore di altre tipologie di fonti idriche (ad esempio l’acqua di mare o l’acqua piovana trattate) e stanno introducendo miglioramenti nei processi di imbottigliamento e lavaggio per ridurre i consumi di acqua.
Oltre a ridurre gli sprechi nell’utilizzo diretto dell’acqua occorre prestare attenzione a preservare la qualità della risorsa idrica, fortemente minacciata dal problema degli scarichi industriali che possono contenere prodotti chimici inorganici e organici e sostanze nutritive.
Le acque reflue dei birrifici includono sia sostanze di scarto della produzione (lievito, zucchero di fermentazione o farina fossile) che residui e detergenti derivanti dalla pulizia di cisterne di fermentazione e conservazione e dal risciacquo di fusti e bottiglie e monitorare la qualità delle acque reflue industriali è una pratica fondamentale per rispettare i limiti legislativi per lo scarico in corsi d’acqua e per risparmiare sui costi.

 

Le sonde spectro::lyser di s::can soddisfano le esigenze di un birrificio a Vancouver

Gli ultimi sviluppi nella tecnologia analitica di processo hanno portato al debutto sul mercato delle sonde spectro::lyser di s::can, distribuite sul mercato italiano da ISOIL Industria.
Queste sonde sono disponibili in diversi cammini ottici, sono abilitate IoT e permettono di analizzare più parametri (nitrato, solidi sospesi/torbidità, particelle organiche disciolte…) in continuo (Online) e direttamente in acqua (In Situ), senza la necessità di una complessa ed impegnativa attività di pre-trattamento del campione.
La metodica di determinazione del tipo di sostanza e di concentrazione è spettrofotometrica e queste sonde sono completamente sommergibili e registrano lo spettro di assorbimento tra 190 e 750 nm.
L’impiego delle sonde spectro::lyser ha costituito la soluzione ottimale per un noto birrificio di Vancouver, in Canada, che doveva monitorare i parametri delle acque reflue effluenti nel pozzetto prima di scaricarle presso il gestore della rete fognaria.

 

Per soddisfare i requisiti normativi relativi allo scarico delle acque reflue serviva un metodo efficace per il monitoraggio dei parametri chiave, inclusi COD, pH e TSS.

Prima di ricorrere all’impiego delle sonde s::can, il birrificio inviava campioni compositi con frequenza giornaliera ad un laboratorio accreditato, ma questo regime di campionamento non permetteva di monitorare in continuo gli eventi; inoltre, i costi delle procedure e il ritardo nella ricezione dei risultati rappresentavano un problema.


Per effettuare l’installazione di spectro::lyser sono state superate con successo molte sfide: le acque reflue avevano un alto contenuto di solidi a causa dell’uso di terra diatomacea; la temperatura e il pH dell’acqua cambiavano radicalmente nell’arco della settimana a causa del processo di pulizia CIP; le acque reflue avevano un alto contenuto di ferro disciolto in grado di causare fouling durante l’impiego dell’aria compressa.
Una volta completata l’installazione delle sonde spectro::lyser, in combinazione con altri strumenti s::can, è stato possibile monitorare 24 ore su 24 il flusso delle acque reflue del birrificio e di conseguenza rilevare le perdite di prodotto e controllare il funzionamento complessivo dell’impianto di produzione.

Grazie al monitoraggio in continuo è stata rilevata una perdita di 80.000 litri di birra avvenuta nell’arco di mezz’ora: ciò non si sarebbe potuto determinare con le modalità precedenti basate su un campione medio delle 24 ore.

Spettro di assorbimento di birra e lievito in acqua distillata. Il segnale di assorbanza era sufficientemente forte e specifico per la rilevazione e quantificazione nella matrice acque di scarico.

La misura fotometrica del COD (chemical oxygen demand) con la sonda mostra un’alta correlazione con i campioni analizzati in laboratorio.

Il birrificio ha ottenuto anche un notevole risparmio sui costi avendo ridotto il numero di campioni inviati al laboratorio; inoltre, potendo disporre di dati più completi raccolti anche di notte, ha potuto regolare al meglio i processi per soddisfare gli obblighi di legge.

Se operate in questi ambiti e necessitate di una consulenza sulle sonde spectro::lyser per migliorare l’efficienza e la sicurezza dei vostri impianti non esitate a contattare i nostri specialisti.