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8 Marzo, Festa della Donna: quando il genio femminile incontra la scienza e la tecnologia

Le invenzioni più grandiose sono spesso frutto di intuizioni, teorie diverse e lavori a cui non sempre si dà la dovuta paternità o, in molti casi, la maternità. In occasione dell’8 marzo, Giornata Internazionale della donna, vogliamo rendere omaggio alle donne mettendo in luce il loro importante contributo nel campo della scienza e della tecnologia.

 

Scienziate e ricercatrici: orgoglio italiano

Pensando alle scienziate italiane, affiora subito in mente il nome di Rita Levi-Montalcini, neurologa e senatrice a vita, che nel 1986 ha ricevuto il premio nobel per la medicina per aver individuato il NGF, nerve growth factor o fattore di crescita del tessuto nervoso, attraverso il quale i ricercatori stanno cercando di curare malattie come la SLA o l’Alzheimer.
Nel campo della biologia e della farmacologia ricordiamo Elena Cattaneo, che ha dato un prezioso contributo nel percorso di ricerca sulle cellule staminali. Nel settore dell’astrofisica si è distinta Margherita Hack, la prima donna italiana a dirigere un osservatorio astronomico.

Samantha Cristoforetti

Un altro volto simbolo dell’Italia è poi quello di Samantha Cristoforetti, la prima donna italiana (e la terza europea) ad andare nello spazio.
Molti non credevano all’esistenza del bosone di Higgs, finché Fabiola Gianotti non l’ha mostrato al mondo intero: un onore che ha contribuito alla sua elezione a direttrice del Cern (è la prima scienziata nella storia a ricoprire tal e incarico).

 

Un prezioso contributo alla ricerca astrofisica si deve a Teresa Fornaro, ricercatrice dell’Inaf Osservatorio astrofisico di Arcetri di Firenze: è stata scelta dalla Nasa per guidare uno dei tre gruppi di ricerca che analizzerà i dati della sonda Perseverance, che il 18 febbraio scorso si è posata su Marte.

 

Nel settore della bio-robotica Cecilia Laschi dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, con la collega Barbara Mazzolai, biologa marina, ha intrapreso una sperimentazione ispirata a organismi biologici, da cui ha preso forma “Octopus”, il primo robot senza strutture rigide.

E ancora, Chiara Montanari, nel 2003 è l’unico ingegnere donna a occuparsi delle spedizioni e della gestione dei progetti di ricerca della base antartica Concordia.


Una menzione particolare meritano le scienziate in prima linea nella lotta al Covid-19: Concetta Castilletti, la ricercatrice dello Spallanzani che, insieme alle colleghe Rosaria Capobianchi e Francesca Colavita, ha isolato il Coronavirus per la prima volta in Italia.

 

Sono solo alcuni dei numerosi esempi di donne che hanno dato e stanno dando un impulso fondamentale per lo sviluppo e l’avanzamento scientifico e tecnologico.

 

Disparità di genere: una barriera da abbattere

Nonostante i molti progressi fatti verso l’uguaglianza di genere, siamo ancora lontani dalla parità tra uomini e donne nel mondo della scienza e della ricerca, dove persiste un gap in termini di formazione, occupazione e possibilità di carriera.
I dati AlmaLaurea rivelano che in Italia si riscontra un gender gap tra i laureati in facoltà Stem e, di conseguenza, tra gli impiegati in questo settore: anche se ci sono più donne iscritte all’università che uomini (il 58,7% degli iscritti complessivamente), solo il 18% delle ragazze sceglie corsi STEM. Il trend italiano è in linea con la media europea e mondiale. Secondo un report redatto dall’Osservatorio Talents Venture, nonostante il rendimento delle studentesse delle facoltà Stem sia migliore – il voto di laurea delle donne (103,7) è in media più alto di quello degli uomini (101,9) – spesso queste performance accademiche non sono riconosciute dal mercato del lavoro: a un anno dalla laurea, il tasso di occupazione degli uomini laureati nei corsi Stem (91,8%) è più elevato di quello delle donne (89,3%) e il divario si osserva anche a livello salariale.

 

La giornata internazionale delle donne nella scienza

Per incentivare la comunità internazionale a perseguire gli obiettivi di parità di genere in termini di opportunità educative, di preparazione e di carriere scientifiche, le Nazioni Unite hanno istituito la Giornata Mondiale delle donne e delle ragazze nella scienza, da svolgersi annualmente ogni 11 febbraio. Tale iniziativa rientra a pieno titolo nei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Onu per affrontare le grandi sfide globali.