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Teleriscaldamento e teleraffrescamento in Italia: pubblicato il terzo report GSE

In un precedente articolo abbiamo spiegato che cosa sono i sistemi di teleriscaldamento e teleraffrescamento e quali vantaggi apportano; abbiamo inoltre messo in evidenza il ruolo importante giocato da queste tecnologie per affrontare le sfide energetiche del futuro e perseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile del Piano Nazionale Integrato per L’Energia e il Clima (PNIEC). La recente pubblicazione da parte del GSE della terza edizione del report intitolato “Teleriscaldamento e teleraffrescamento in Italia” fornisce una panoramica aggiornata sulla diffusione di questi sistemi nel nostro Paese. Diamo uno sguardo ad alcuni dati rilevanti…

 

Una realtà sempre più consolidata e diffusa su quasi tutto il territorio nazionale

Dal quadro statistico tracciato dal GSE emerge che l’estensione complessiva delle reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento dal 2000 alla fine del 2019 è più che quadruplicata: le reti si estendono per 5.000 km e sono alimentate da 9,6 GW di potenza installata.

I sistemi in funzione in Italia sono 331, diffusi in oltre 280 comuni concentrati nelle regioni settentrionali e centrali d’Italia.
Considerando il solo settore residenziale, il TLR soddisfa oggi circa il 2% della domanda complessiva di prodotti energetici per riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria del Paese.
Nella figura qui riportata sono evidenziati i territori comunali nei quali si rileva almeno una rete di teleriscaldamento (in rosso) e almeno una rete di teleraffrescamento (in azzurro) in esercizio: come si può notare, le reti di teleriscaldamento sono largamente prevalenti; negli anni si è tuttavia consolidata anche la presenza di reti di teleraffrescamento, sempre associate a quelle di teleriscaldamento.


Ad influenzare la diffusione delle reti sono fattori quali le caratteristiche geografico-territoriali, le condizioni climatiche, la dimensione demografica, la densità abitativa.
Le utenze residenziali rappresentano il 63% della volumetria complessivamente riscaldata in Italia da reti di teleriscaldamento; seguono il settore terziario (34%) e le utenze industriali (3%).
Il 42% circa della volumetria riscaldata complessiva è concentrata sul territorio della Lombardia (159 milioni di m3); seguono Piemonte (101milioni di m3, 27%del totale) ed Emilia Romagna (45milioni di m3, 12% del totale).

(Volumetria riscaldata per settore nel 2019. Fonte: GSE e AIRU)

 

Sostenibilità ed efficienza: la situazione attuale

Nel report si distinguono i sistemi che per l’anno 2019 rientrano nella definizione di «teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti» (D.lgs. 102/2014, art 2), ossia sistemi che usino, in alternativa, almeno: il 50% di energia derivante da fonti rinnovabili, il 50% di calore di scarto, il 75% di calore cogenerato,  il 50% di una combinazione delle precedenti.
I sistemi TLR in esercizio in Italia che risultano efficienti ai sensi di questa definizione  sono rispettivamente il  72% e il 52% del totale.
L’83% degli impianti TLR è alimentato da fonti fossili. Rinnovabili (biomassa, geotermia, ecc.) e rifiuti coprono il restante 17%.
Nel 2019 l’energia complessivamente immessa  nelle reti è stata pari a circa 11,9 TWh termici (oltre 1 Mtep), di cui il 63% prodotta da gas naturale, il 25% da fonti rinnovabili, il restante 12% dalle altre fonti fossili. L’incidenza degli impianti alimentati da rinnovabili diminuisce man mano che cresce la dimensione degli stessi.
Il report GSE “ Teleriscaldamento e teleraffrescamento in Italia” è disponibile a questo link.
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